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lunedì 30 gennaio 2012

Vecchi post... - 1 -

Ed eccomi con il secondo post "diario" capperina non so da dove cominciare....
Ho iniziato a scrivere il mio diario virtuale a causa di un evento che ha cambiato radicalmente la mia vita, non avrei mai immaginato di poter fare una cosa del genere, non sono una persona molto estroversa, socievole si, faccio parlare pure i muri ma preferisco stare sola e di certo non andare a raccontare i fatti miei in giro... anche perché direte voi... ma chissenefrega dei fatti tuoi >_<''' Invece il blog che era nato come libreria e ricettario è diventato per un periodo l'unica casa che avevo.....

Il blog di cui parlo era ospitato su Splinder, mi è dispiaciuto molto sapere che sarebbe stato chiuso ed inizialmente avevo pensato di non riportare i vecchi post, tra l'altro testimoni di un periodo tanto brutto ma poi tutto sommato il passato è passato e per quanto voglia farà x forza parte della mia vita... e grazie a Dio permettetemi di dire, la mia vita del dopo...

6 Aprile 2009 la notte...
h 3.32 il nostro sonno interrotto dal caos!
h 3,40 più o meno^^ siamo fuori casa... tutti salvi!?!
h 4,00 avvisiamo a casa (Roma) che c'è stato un terremoto pazzesco ma noi siamo tutti salvi!
h 4,10 Marco è in centrale operativa cerca di coordinare in modo ottimale i soccorsi...

I numeri, cavoli io son sempre stata una fissata dei numeri, a scuola adoravo la matematica,
non mi dava mai brutte sorprese, sai la regola e ottieni il risultato...
ma quella notte i numeri mi si ritorcevano contro...
L'ora della scossa forte, h 3,32; la magnitudo, 6.3; il tempo trascorso, 28 secondi...
le scosse che seguitavano a intervalli quasi regolari
il tempo che mio marito passava in quella trappola che era diventata la centrale
ma che era l'unico modo per aiutare la gente che chiamava i soccorsi...
le persone morte che i soccorritori man mano tiravano fuori dalle case distrutte...
Era tutta una follia pure i numeri non avevano più senso anzi
mi facevano impazzire con le loro verità.

Verso le 5,45 Marco è tornato da noi, aveva bisogno di un attimo per riprendersi,
mi ha guardato e ho letto nei suoi occhi un messaggio che mi è arrivato come un pugno nello stomaco... il terremoto aveva distrutto non solo le case e i ricordi, ma anche tante persone...
il centro de L'Aquila era un delirio, la casa degli studenti e una palazzina
dove alloggiavano per la maggior parte gli studenti dell'università si erano sbriciolate
li le vittime più giovani, quindi le più dolorose al momento, non si sapeva quanti fossero i morti
e quanti lottassero per vivere sotto le macerie...

Pensavamo che fosse tutto finito, le scosse continue e forti alimentavano
la sensazione che non sarebbe rimasta in piedi una casa, quindi Marco mi disse
di pensare a cosa ci fosse indispensabile, per poterlo andare a prendere
credo di non aver avuto mai tanta paura come in quel momento
ma sono tornata con lui in casa, l'ho convinto con la scusa che in due facevamo prima
e io sapevo dove prendere le cose di cui potevamo avere immediato bisogno...
i miei figli erano in pigiama e faceva freddo, erano spaventati e non avevano nulla di caro
che li confortasse un po', lo so può sembrarvi stupido che in mezzo a tanto orrore
si possa pensare a queste cose ma la razionalità che ci preserva dalla follia
ci aiuta a concentrarci su qualcosa di amato per poter superare il dolore...

Ti pare facile ritrovare le cose con la paura dei muri che ti crollano addosso,
io sapevo dove cercare... ma in mezzo a quel casino mi confondevo e poi... cos'è l'indispensabile?
Siamo riusciti a recuperare un paio di tute, scarpe, i documenti, l'acqua....sono arrivate altre due scosse, troppo pericoloso per cui via, siamo ri-scappati e il nostro mondo non esisteva più
credevamo davvero che non saremmo più potuti entrare li dentro, non eravamo
nemmeno riusciti a salvare i gatti che terrorizzati dalle scosse non ubbidivano ai nostri richiami. Paura, rabbia, dolore, sensazioni fortissime si mescolavano alla soddisfazione di aver potuto almeno far vestire i ragazzi in modo adeguato, ma ci sentivamo davvero persi in un mondo che non conoscevamo più.

E noi eravamo i "fortunati" quelli salvi, ce lo ripetevamo come un mantra
per esser sicuri che fosse vero e per superare meglio quelle ore piene di terrore
Marco è tornato al suo lavoro e noi aspettavamo le luci della mattina...

# Scritto martedì, 12 maggio 2009 alle 16:17
Ciao ciao

3 commenti:

  1. Ciao Penny! anch'io ti do il buon inizio settimana. Capperina guardo sopra e sempre un salto nel tempo, mi posso solo immaginare l'impressione tua a rileggerle. Son contenta che ora sia diverso, hai una casetta da ribaltare con le pulizie.
    Neve???? magari... pioggia sabato, e già era un miglioramento, perchè ci voleva... è tornato subito sto sole, malato, infatti ieri avevo mal di gola e febbre, grazie alla Tachy presa al volo oggi niente!!!
    Un bacione e Buon inizio a voi :)

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  2. Hai fatto bene a postare il diario degli eventi di L'Aquila: sono cose che hanno sconvolto tutta l'Italia e tu purtroppo le hai vissute in prima persona...
    Tuo marito scrive molto bene: nell'articolo sulla droga ha fatto un'analisi sociologica del problema,è stato bravo!
    Io dovrò seguire penso qualche manifestazione culturale e fare il resoconto: mi annoierò tanto e guadagnerò quasi niente,ma l'unica cosa che spero è di riuscirci,perchè non son mai stata brava a scrivere...In italiano corretto sì,ma lì mi fermo,eh,eh!
    Son davvero contenta che hai preso l'acquario,grazie! Un bacio,tesoro.

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  3. Eh,eh,mi verrà la crisi quando non troverò le parole e non saprò come impostare l'articolo: e chi ne ha mai fatto? Però per quel niente che mi daranno si prendono quel che so fare!

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